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Mozart Alex

Nato a Trieste il 12 aprile 1926, con il nome di Marino Alessandro Adolfo Mozart, il cognome è stato italianizzato (marino mozati?) durante il fascismo e poi per decreto presidenziale riportato a Mozart, stabilitosi in Valtellina viveva in un piccolo paesino sopra Sondrio, muore il 19 giugno del 2008 all’età di 82 anni. Aveva il dono di incoraggiare giovani artisti e non, a seguire e coltivare le proprie inclinazioni e passioni. Ma sopratutto, cercava di infondere nelle persone che lo hanno conosciuto l’amore per la vita.
diceva:
“Quando me ne andrò, sarà la conclusione di un ciclo vitale per intraprenderne un altro: e volerò via di botto, assiso nel cosmico itinerario celtico-druidico, (sdraiato dentro) il mio grosso sasso-astronave!”
Scriveva Eraldo Di Vita
Alex Mozart è l’artista che meglio rappresenta il Movimento “Nuova Astrarte”. In un quadro dell’89, il Maestro ha scritto: “Nel mio divenire non ho tempo-L’atomo che compone la mia vita vive l’istante del mio universo-Ma la gioia degl’infiniti amplessi che mi hanno creato si rinnova ogni volta che ti guardo e mi fanno sentire ETERNO”.
Leggere nelle opere di Alex Mozart è come guardare una notte di luna piena, illuminata dalle stelle, attraverso un diamante che da ogni sfaccettatura ti proietta in un universo colorato, in mezzo agli astri e ai buchi neri del cosmo. E’ come navigare su di un arcobaleno che unisce, attraverso cerchi ed ellissi, le deminsioni del macrocosmo. Già negli anni Settanta si potevano intuire le anticipazioni di Alex Mozart, quelle intuizioni espresse alla fine del secolo scorso dagli “artisti descrittivi” e dalla “poesia visiva”: vedi le opere “verificate” dal Maestro nel ‘78, che portano scritte varie sulla tela, come “probabile inizio intervento” o “secondo intervento, come prima annotazione sul lato destro del quadro”, illustrando vari punti dell’opera.
Alex Mozart sembra essere in stretto contatto con la scienza da una parte e la filosofia dall’altra: la scienza è insita nelle sue opere, che portano titoli come “Fecondazione cosmica”, oppure “Dal macro al microcosmo”; la filosofia, in quanto l’artista si definisce un “evoluzionario”, che segue il momento scientifico, insofferente ai legami e pronto ad abbattere ogni confine, pur di stupire anche se stesso. Alex Mozart è da sempre idealmente compenetrato nel nostro pianeta, tanto da immedesimarsi nella sua struttura durante i periodi “Io sono aria” (lanciando una sua opera verso il cielo), “Io sono terra” (dipingendo betoniere e cofani d’auto) e “Io sono acqua” (allestendo mostre subacquee).
Un’arte senza confini, quindi, che ha attraversato il mondo in lungo e in largo (dalla visual alla philosophical art) come lo ha fatto il Maestro fisicamente girando il mondo (India,Nepal, Tibet, Europa, Australia).
Alex Mozart è il vero realizzatore di quell’Arte Spaziale che negli anni Cinquanta avevano sognato Lucio Fontana, Bertini, Soldati, Dangelo, Dova e Tancredi; lo è per la sua compostezza grafica, essenziale, unita a colori solari, squillanti, emotivi, mobili come la materia e la luce , che non conosce punti morti e che diventerà la costante della pittura di Alex Mozart.
L’arte di questo Maestro è come un torrente di felicità in piena e corrisponde, come abbiamo detto, al pensiero del Movimento “Nuova Astrarte”, con quell’idea del cosmo con al centro, in piena luce, l’uomo e attorno a lui tutti gli aspetti macrocosmici, contraddittori e dialettici.

Dalla tesi di laurea di Laura Bormolini: Gruppo di artisti denominatisi Milano 70 – L’età dell’oro.
Gli artisti che presentiamo nel Gruppo Milano 70 fanno parte di un piccolo manipolo di pittori che hanno iniziato la loro attività molti anni prima del decennio in questione, ma che negli anni Settanta hanno raccolto finalmente i frutti di quello che avevano seminato nei due decenni precedenti, seguendo le orme dei loro Maestri, quali Lucio Fontana, Roberto Crippa, Gianni Dova, Cesare Peverelli. Sergio Dangelo, Filippo Degasperi, Alex Mozart, Giovanni Boldrini e Giorgio Moiso sono i Maestri di oggi e riassumono in parte il pensiero critico, culturale e artistico delle avanguardie moderne e che proprio a Milano hanno vissuto interamente e intensamente il periodo dell’età dell’oro. Gli anni Cinquanta e Sessanta furono ricchi di avvenimenti anche a Milano. Nel 1951 alla Triennale si afferma lo Spazialismo di Lucio Fontana, nel 1952 nasce la Rivista “Realismo”, alla quale collaborano Raffaele De Grada, De Micheli, Guttuso, Treccani. Baj e Sergio Dangelo, in contatto col gruppo Cobra, firmano il Manifesto della Pittura Nucleare, proponendo motivi surrealisti. Negli anni Sessanta nascono l’Arte Programmata e il Noveau Realisme di Mimmo Rotella, mentre Filippo Degasperi, Alex Mozart ed altri artisti sono i fautori del Gruppo Astrarte.
Negli anni Settanta, quindi, operano ancora a Milano Baj, Crippa, Dova. Piero Manzoni e Lucio Fontana sono scomparsi da poco, rispettivamente nel 1963 e 1968. Attorno alla città meneghina c’è il fermento della critica, degli editori artistici, delle gallerie pubbliche e private, delle Fiere e dei Premi, degli avvenimenti artistici più importanti del momento.
I cinque del Gruppo Milano 70 escono allo scoperto e diventano, fra gli altri, i fari di molti artisti che si scopriranno negli anni Ottanta e Novanta.

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