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Micheletti Teresa

Nata a Sondrio il 24 ottobre del 1956 non ha frequentato nessuna scuola d’arte, autodidatta pura, dopo anni dedicati alla famiglia e ad altre attività inizia a dipingere nell’estate del 2005 come sfida a se stessa.Dice di se:….potrei rimproverarmi di aver iniziato tardi ma sono convinta di aver colto il momento più opportuno….

Teresa Micheletti per scelta e per convinzioni personali ha un approccio all’arte assolutamente spontaneo e libero, dovuto solo all’urgenza creativa delle sue capacità tecniche. Non accade spesso, visto che nel mondo contemporaneo è di moda forzare le singole vocazioni artistiche fino a provocare dei risultati tutti da verificare.
Invece, nel caso di questa semplice donna artista, tutto nasce da sé, esattamente come dovrebbe essere. Ella ha una libertà d’ispirazione che la conduce alla copia dei grandi maestri rinascimentali, volta a padroneggiare la tecnica del chiaroscuro e del disegno compositivo, che non tutti gli artisti posseggono.
Si può dire che sono i soggetti ad ispirare la maturazione della tecnica, fino a farla approdare al paesaggismo passatista e verista delle immagini fine ‘800, a dimostrazione di quanto per lei contino saperi e tradizioni, sia come valori personali sia come accostamento nostalgico ed adesione del proprio essere ad elementi di natura che fanno coesistere il candore col radicamento nel territorio.
Molto forte nella riproduzione, ha qualche svantaggio nell’invenzione e nella fantasia non perché non ne possegga, ma perché per il momento non dedica loro sufficiente attenzione. Ma la sua libertà artistica è frutto di una forte personalità che nell’arte al femminile è purtroppo molto rara.
Non vorrei sbagliare nel dirla ancora attiva anche fra molto tempo perché la sua ispirazione è come un fiume che a volte diventa sotterraneo, per raccogliere l’humus segreto della terra trovando in profondità le tracce delle cavità introspettive, per poi tornare più fecondo di prima con idee molto serie sulla natura del proprio dipingere, maturando da sola quel percorso che la porta a sviluppare sempre di più il proprio credo artistico.
E’ molto bello vedere come, con le fresche capacità che la contraddistinguono, Teresa Micheletti poggi le proprie speranze su una visione della realtà molto naturalmente intuitiva, delineando sempre inquadrature del passato con la curiosità del presente, con un senso della sacralità dell’opera d’arte che induce il suo atteggiamento a non privilegiare le mode artistiche come se solo nel passato ci fosse stato un vero senso di sacro. Per questo lei pensa a ciò che resta del passato compresa la pittura stessa che oggi rischia di non essere più incentivata in ossequio a forme alternative d’arte.
Lei che crede nella pittura rappresenta al momento un esempio di valore da seguire perché interpreta il gusto tradizionale e perché si poggia sul disegno. E poi per la sperimentazione c’è sempre tempo.
In un contesto di natura dove la cultura prende il sopravvento, è più difficile difendere le proprie radici e mostrare il carattere per affrontare una storia artistica fatta del nostro bel paesaggio italiano e dei luoghi e dei miti d’un tempo. Tutto cambia ma ciò che è cambiato in peggio deve essere ricordato. E qualcuno vi si deve dedicare.
Così l’arte di Teresa Micheletti vuol ricordare ciò che era grande e che sotto l’incombere della speculazione economica e artistico- culturale potrebbe non esistere più. Tanto vale immaginare un mondo che conservi le positive allegorie del passato. Scambiarle con la morte culturale non è proprio il caso.
Caterina Falcone Sondrio, 24/6/2006

Teresa Micheletti
Via Berti, 13
Teglio(SO)
cell. 340 7874644

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