ARGILLART a TIRANO e non solo – L’ARTE di manipolare la terra.
Vieni, vieni via con me…. Entra in un paese di terra e acqua, modelleremo il fango, ci sporcheremo le mani per esprimerci, ma anche perché abbiamo bisogno di riappacificarci con la nostra anima e con il mondo. Vieni via con me… conosciamoci e insieme conquistiamo un modo nuovo di stare vicini, con le possibilità che il fango offre asciugando con l’aria in terra secca e poi cotta con il fuoco. Comunicando in modo spontaneo la nostra gioia nel plasmare. La vita è stata creata dando forma al fango…
Oggi siamo uniti in un progetto. Lavoriamo fianco a fianco aiutandoci e mettendo a frutto l’esperienza. Io sono il mondo. Realizzo una piastrella, sono cosciente di cosa faccio, partecipo al gruppo per realizzare un pannello commemorativo. Per ricordare, per amare. So che il mio tassello quadrato farà parte di un insieme, io sarò là presente con il mio segno, visibile e tangibile. Quello che non si vede lo racconterò sottovoce o ad alta voce per farmi sentire da chi mi vuole ascoltare.
Manipolare l’argilla è per noi un atto magico perché consente di trasformare un materiale informe in un’ idea. Modellare la terra ci fa esprimere con immediatezza, è come una forma di terapia che ci fa star bene, superare le difficoltà. E’ il piacere di realizzare, di creare opere d’arte con il cuore in mano.
Comporre per moduli quadrati di cm.10, orditi come in un tappeto, verticale e orizzontale, dinamico e statico. Una cornice esterna porta il suo nome e il cognome, la si vuole ricordare: Faedo 3. 12. 2010. La gloria del 3, del 4 e del 7…,64 piastrelle, Nella cornice più interna quattro rosoni indicano le direzioni che le persone possono scegliere. Le farfalle stanno per la leggerezza dell’essere, il tocco delicato, silenzioso fruscio d’ali, l’amore verso gli altri. Gli uccelli, il volo libero e la capacità di comunicare. Volti, visi angelici o umani si avvicinano a lei: Giuseppina che vogliamo ricordare, non dimenticare, “una vita dedicata alla formazione di infermieri”…. Il colore caldo della terra cotta con le sue sfumature, il suo volto rivestito con foglia d’oro per illuminare il cammino degli studenti. La cornice in legno antico… Facciamo cultura in gruppo da alcuni anni, respirando la stessa aria, condividendo spazi vecchi e nuovi, adattandoci e gustando felici i risultati. Con un maestro paziente che con le sue indicazioni ricrea la bottega rinascimentale, affidando ad ognuno il lavoro che può fare. Incoraggia, mettendosi alla prova con loro e per loro di fronte e a fianco per dire e per fare, per affermare che ci siamo, che esistiamo e che insieme costruiamo un paese di terracotta.. terra..acqua.. aria… fuoco, oro e legno. Michele Falciani Faedo 3.12.2010