Filippo Avalle La Opera Unica
SONDRIO – Comincia con una bella mostra di Filippo Avalle l’attività della nuova “Galleria d’Arte Sondrio” in via Boffalora 35 (dietro il campanile) dal 10 aprile al 8 maggio 2010. Orari di apertura: martedì, giovedì, venerdì 16.30/19.00 Sabato 10.00/12.00 e 16.30/19.00. La “Galleria d’Arte Sondrio” presenta un gruppo di opere e disegni assai rappresentativi della ricerca formale dell’artista Filippo Avalle. Nel corso degli anni, dal 1970 in poi, egli ha sviluppato i suoi interessi in una disciplina artistica che si concentra sulla creazione di un’opera in crescita, la Opera unica. Ciò che principalmente contraddistingue il lavoro di Avalle è il fondarsi sulla combinazione di stratificazione, luce e trasparenza dei materiali metacrilici e sull’uso di fibre ottiche, di led e di giochi speculari in un nuovo rapporto di integrazione tra il disegno, la pittura, la scultura e l’architettura. Mostra curata da Elisabetta Gianesini Testi in catalogo di Federica Armiraglio. Le opere presenti in questa mostra sono tutte realizzate con una tecnica inedita e con una metodologia di lavoro minuzioso, che segue uno schema progettuale complesso di sovrapposizioni di piani disegnati e cromatici. Gli studi preparatori, a matita su pellicole di poliestere, sono stratigrafici, mentre nelle opere tridimensionali si tratta di una stratificazione di lavorazioni su metacrilato. Qui Avalle, con un paziente gioco di superfici lucide e opache, sfruttando le molteplici potenzialità del materiale metacrilico, impone a chi guarda le opere un’attenta osservazione. Appare così ai nostri occhi un mondo mutevole e complesso, da lontano suscita essenzialmente “meraviglia”; in un secondo tempo, da vicino, alla meraviglia si accompagna uno sguardo di scoperta. Lo spettatore, dopo essere diventato osservatore, può ora interpretare.
Filippo Avalle Biografia
Filippo Avalle nasce a Ginevra nel 1947 e si diploma presso l’Accademia Albertina di Torino (1970).
Vive e lavora a Brienno (Como). Dal 1999 affianca alla sua attività artistica quella di docente di Tecniche e materiali presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA).
Nel 1970 collabora al Polimero Arte, un laboratorio per le ricerche estetiche sulle materie plastiche, creato dalla Mazzuchelli Celluloide a Castiglione Olona (VA). Unisce i suoi interessi nel campo della pittura, della scultura, dell’architettura e del lighting design in un’unica disciplina artistica che si concentra sulla creazione, progressivamente nel tempo, di un’opera completa, definita “Opera Unica”, composta da più sezioni, ognuna delle quali comprende più parti.
Parti della prima sezione sono: Helma-Opera labirinto (1975), commissionata dalla Galleria Apollinaire di Milano, Labirinto senza filo d’Arianna (1977), Incendio a Beaubourg (1978), La Feroce ((1979), con la quale inizia la sua collaborazione con la Galleria Philippe Daverio di Milano e Atlanta Opus epicum (1981-1982). Queste opere sono state esposte nei principali musei di Milano, Roma, Parigi, Duisburg, Lione, Monaco di Baviera, alla X Biennale di Parigi (1976) e successivamente alla Biennale di Arte internazionale a Venezia (1982).
In seguito la sua attività si sviluppa tramite opere su committenza industriale e privata. Non solo ‘olotratti’ (ritratti multidimensionali), ma anche grandi opere come Technopolis (1987) – un insediamento industriale immaginario nello spazio – (commissionata da castek, Milano) e un’opera in tensostruttura per il Centro Visitatori del CERN a Ginevra.
Partecipa a concorsi di architettura (La casa planetaria e Il museo integrale), realizza una scultura luminosa in fibre ottiche e metacrilato per la nave da crociera ‘Costa Allegra’ (Obelisco solare, 1992) e approfondisce lo studio dell’illuminotecnica.
La seconda sezione della “Opera Unica” comprende: Gaia habitat interplanetario, un grande disegno e i tre cicli Il Gotico, La casa e Il Palladio fantastico (1993-1997), esposti allo Studio Gastaldelli di Milano, alla Galleria ValenteArtecontemporanea (Finale Ligure, Savona) e alla Galleria Amedeo Porro di Vicenza.
A partire dal 1996 queste opere sono state anche esposte in fiere d’arte in Italia e all’estero.
Nel 1996 espone all’ESTEC (Centro Europeo di Tecnologie e Ricerche spaziali) in Olanda.
Tra il 2000 e il 2001 realizza per Italmoda a Mosca una scultura di luce (Rugiada) e nel 2001 una stele luminosa in fibre ottiche (Colonna di luce) per il Museo d’Arte Moderna di Pescara.
Un nuovo ciclo di opere riflessive sugli sviluppi nel mondo contemporaneo hanno portato nel corso del 2004-2005 alla realizzazione di una Via crucis per la Nuova Chiesa dedicata alla Madonna di Lourdes, Comune di Montegrosso d’Asti.
Nel 2004 alcune opere di Avalle, tra cui Fiat lux, vengono accolte in permanenza presso il MAP (Museo Arte Plastica) di Castiglione Olona (Varese). Il MART di Rovereto espone nel 2005 Helma Opera Labirinto, appartenente alla collezione VAF, all’interno della mostra Un secolo di arte italiana.
Tra il 2001 e il 2005 viene realizzata una scultura luminosa, Sintesi, presentata dalla Galleria Valente Artecontemporanea alla Fiera di Bologna 2006 e da Lattuada Studio al Miart di Milano 2006. Segue una personale dell’artista, presentata da Philippe Daverio, presso lo stesso Studio.
Seguono nel 2006 una personale alla Moscow Fashion Expo, promossa dal Gruppo Crocus Expo di Mosca, e la partecipazione a una mostra collettiva presso lo ZKM (Zentrum für Kunst und Medientechnologie Karlsruhe).
Su commissione del Credito Valtellinese realizza nel 2007 un’opera sul tema dell’Ultima cena, esposta presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano in occasione della mostra Ultime ultime cene.
Nel 2009 è dedicata a Filippo Avalle una mostra retrospettiva a cura di Federica Armiraglio presso il MAP – Museo Arte Plastica – di Castiglione Olona (Va).




