Gerolamo Chiesa A Morbegno
MORBEGNO – Il canto della montagna valtellinese nei dipinti di Gerolamo Chiesa (1869-1953) Morbegno, Sala Boffi (piazza S. Antonio) dal 13 al 28 Novembre 2009, orari: Tutti i giorni 15.30/18.30, sabato e domenica 10.00/12.00 – 15.30/18.30, lunedì chiuso. Inaugurazione 13 novembre, ore 17.00, presso Sala AL.Bo. piazza S. Giovanni, 2. Poche sono le notizie su questo bravo pittore che, ispirandosi alla pittura di montagna di fine secolo, seppe rendere con notevoli mezzi espressivi l’amenità dei paesaggi della Valtellina. Di lui sappiamo che fu professore di disegno alla Scuola Complementare di Arti e Mestieri di Morbegno, e che proveniva da Milano dove, “educato alla pittura quando le accademie avevano perduto ogni ragione d’essere, egli cercò se stesso ponendosi presto di fronte al paesaggio e alla natura che lo circondavano e, dopo un tormentoso periodo di
ricerche e prove, sentì finalmente che il suo occhio e la sua mano si acquietavano soltanto in quel tema che da cinquant’anni affaticava senza tregua legioni di artisti…cioè la luce e i suoi effetti” (G. Aurini 1921). La sua esperienza maturò dunque proprio nell’ambito dell’interesse per la montagna suscitato tra i primi da Segantini; e proprio alla montagna si ispirava il suo dipinto
intitolato “Silenzio-Valtellina” esposto alla seconda quadriennale d’arte a Torino nel 1908. In realtà prima dell’ottocento le immagini montane erano piuttosto rare e collocate su sfondi di paesaggi ameni. Le cime infatti difficilmente venivano rappresentate da vicino, questo perché, secondo i dettami della pittura accademica, il particolare senso della distanza percepibile in montagna, negava il significato stesso della prospettiva classica. In tal modo, occorre aspettare l’epoca romantica e la teorizzazione del
“sublime” per trovare le prime montagne nell’arte. In epoca divisionista poi, fu proprio la particolare lucentezza e pulizia dell’aria, quella stessa che negava ogni prospettiva, a fare delle vette luoghi privilegiati per i pittori.



