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15 maggio 2009

“Corpi”, tra l’essere e l’apparire

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image001MORBEGNO – Constantin. “Corpi”, tra l’essere e l’apparire. Inaugurazione venerdì 15 maggio 2009 ore 18.00, galleria AL.BO per l’arte, P.zza San Giovanni 3, Morbegno (SO). Aperta dal 15 al 23 maggio, tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 19.30. CONSTANTIN MIGLIORINI nato a Poggibonsi (Siena) il 09/08/74. Diplomato nel 1993 all’Istituto d’Arte di Siena in decorazione pittorica. . Iscritto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, frequenta nel 1996 il terzo anno di corso presso la Facoltà di Belle Arti di Siviglia in Spagna grazie alla borsa di studio europea Erasmus. Diplomato in Pittura nel 1999 all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2000 con la borsa di studio Progetto Leonardo frequenta un corso di perfezionamento a Granada, Spagna. Ha in attivo diverse esposizioni personali e collettive. Dal 2008 insegna al Liceo Artistico di Morbegno. In queste recenti opere esposte nella galleria AL.BO a Morbegno, il corpo continua ad essere il protagonista principale della ricerca di Constantin, dove l’armonia delle forme nell’imperfezione, la sinuosità dei muscoli e del grasso, il pallore della pelle livida di presagi, l’abbondanza della carne che invoglia alla protezione e al disfacimento, o la fragilità di certe corporature che sembrano sfidare le gravità, o le assurde contorsioni di arti, rammentano quanto la macchina umana fatta di sangue e carne, sia tanto perfetta e incredibilmente complessa, se non fosse per l’unica pecca che contiene in se; il germe della malattia e il disfacimento nel tempo. A parte ciò, il corpo continua ad attrarre con stupore per una complessità che va oltre la fisicità; entrare nei meandri delle sensazioni, è esplorarne le profondità più segrete, viaggiare nel subconscio o tentare di decifrare qualche sublime impulso elettrico di neurone cerebrale, che insieme danno vita all’anima. Anonimi sono per l’appunto i titoli di questi corpi, (umani senza nomi), spesso messi di schiena, così come può avvenire durante una visita specialistica medica, statici o irrigiditi dalle situazioni, sospesi, mostrano le loro pudiche nudità senza sensualità alcuna, ma per quel che sono nella loro anatomia d’essere umano. Questi corpi-cavia si prestano a ipotetici studi scientifici (in sovrapposizione si leggono calcoli, formule scritte come fossero appunti), ma contemporaneamente emanano strane figure zoomorfe, in antitesi con ogni barlume di ragione, come mezzi conigli, mezzi uomini, piccoli mostri alla Bosh, che invadono sia lo spazio che il corpo. Queste figure irrazionali che emergono dall’interno dell’essere, sono il ritratto interiore di ognuno, perché nascono da quell’intrigo enorme di complessità, che nella sua unicità creano l’individuo come persona. Il mistero che ognuno ha dentro, fobie, sogni, desideri, angosce, perversioni, demoni, varia da persona a persona e si materializza in forme diverse in un tutt’uno col soggetto rappresentato e in totale complementarietà. L’operare artistico di Constantin affronta la difficoltà tematica con chiave ironica e paradossale ma il suo è un tentativo demiurgico di riflessione sull’essere umano, tra l’essere e l’apparire e tra un oceano di dubbi.

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