Perché le sale espositive del Comune di Sondrio sono spesso vuote?
Scorrendo i fiumi d’inchiostro (o di kilobyte) che poche settimane fa allagavano le campagne elettorali dei candidati in corsa per il posto di sindaco di Sondrio, una cosa saltava all’occhio quale cifra comune di ogni proposizione d’intenti: la città va rivitalizzata! Valtellinarte, come sapete, da anni cerca di occuparsi e di dar risalto alle iniziative culturali che si svolgono in provincia, e in particolar modo agli eventi legati alle arti figurative. Sicuramente tra le manifestazioni che concorrono a rendere ricca e attiva la vita culturale di una città un posto a pieno titolo viene occupato dalle mostre. La città di Sondrio, mai come ora, ha avuto a disposizione sale, ambienti e luoghi utilizzabili per lo svolgimento di eventi espositivi (dalla sala Ligari presso il palazzo della Provincia, alle sale dei palazzi Pretorio, Martinengo e Sassi De Lavizzari di proprietà comunale, alle sale del palazzo ove ha sede il B.I.M., fino alle gallerie private di istituti di credito e privati, senza tralasciare i numerosi esercizi pubblici nei quali è possibile esporre accordandosi con i proprietari). Da qualche anno abbiamo notato che le tre sale mostre di proprietà del Comune di Sondrio sono spesso vuote e inutilizzate per lunghi periodi. Cosa ha causato questa disaffezione da parte degli artisti e degli espositori in genere? Il sito di Valtellinarte vorrebbe raccogliere pareri e suggerimenti direttamente da voi artisti, ed essere tramite e stimolo su questo problema per quanti, da pochi giorni, sono alla guida della città .
ECCO LE VOSTRE RISPOSTE
Matteo: Buongiorno Silvana, abitando a Tirano, a me Sondrio sembra una fucina inarrestabile di idee, eventi, proposte, arte e cultura in genere. Forse non sarà così, ma il triste paragone con la desolazione assoluta del tiranese, mi fa apparire Sondrio come dinamica e propositiva. Tirano ha un unico spazio (Palazzo Foppoli) in cui fare mostre. Rigorosamente chiuso per l’80% del tempo. Sondrio ha Pretorio, Muzio, Sassi, Stelline, Martinengo, Guicciardi e credo altri ancori, che a rotazione e spesso contemporaneamente ospitano qualche avvenimento. Inoltre ha l’esposizione di Scarpatetti, c’era il concorso Città di Sondrio, ora c’è il concorso di Scarpatetti. Forse gli spazi di cui sopra non vengono sempre riconosciuti all’altezza, proprio perchè¨ sono ogni tanto un pò trascurati, ma non credo sia questo il problema. Infatti due anni or sono ho tenuto una mostra collettiva a Palazzo Guicciardi (davvero spettacolare, accogliente ed organizzato), Alla vernice erano presenti circa 300 persone tutte invitate, ma nella settimana a seguire sono entrate 20 persone solamente. Perché? Perchè oltrepassare il ponte del Mallero diventa disagevole! Avevamo fatto anche un pò di pubblicità , ma abbiamo appurato che il pubblico deve cascarci dentro ad una mostra, per poter sapere della sua esistenza. Ci va per ripiego, perché piove e perché è un posto come un altro. Raramente ci va di proposito e per accrescere i propri orizzonti o anche solo perché incuriosita. A questo non è facile porci rimedio. E’ un problema che sta alla radice delle nostre abitudini, della nostra cultura, del nostro immaginario e che non sarà facile sradicare e ridargli nuova vita. E’ un’ottima iniziativa non dormire sugli allori, ma credo che visto il bacino di utenza ed il relativo nugolo di appassionati, tutti coloro che si impegnano in queste iniziative abbiano già fatto tanto. Certo è che col vostro sito avete dato una grossa ventata di freschezza, ampliando di molto i confini del nostro territorio ed arrivando a raggiungere traguardi notevoli. Questo è un fatto innegabile e riconosciuto da tanti, che ha coinvolto molti non addetti ai lavori ed ha suscitato interesse in persone poco avvezze al genere. Complimenti davvero. Ciononostante, tornando a quanto sopra, oltre a Tirano annovererei pure Morbegno (potenzialmente in zona strategica, ma di fatto sopita) e Bormio (che fa anche dell’arte un commercio rivolto essenzialmente ai relativi turisti, non considerando il pubblico e gli artisti locali). Forse Chiavenna è un pò fuori dal coro, proponendo anche qualità e originalità, ma che purtroppo non sempre viene riconosciuta e non sempre ha consensi di pubblico. Milano è il terzo polo mondiale per scambi artistici. Noi, anzichè cavalcarne la vicinanza, veniamo soffocati da questa supremazia e stiamo a guardare con la bocca aperta. In ogni singola città della Lombardia sono presenti numerose gallerie d’arte, a diverso titolo, tematiche e non. L’intera Provincia di Sondrio non ha un solo punto di riferimento in quel senso. Mah! Infine, altrove si trova spesso il modo di finanziare una mostra, un catalogo, la pubblicità, una vernice, etc. (un contributo da parte di un Ente, una Banca, un collezionista, un appassionato). In Provincia questo non accade, ci si deve spesso sobbarcare l’onere di elemosinare uno spazio, uno sponsor, il patrocinio di un evento e cosi via discorrendo. Sarebbe un discorso mai finito e spero di approfondirlo al nostro prossimo incontro per poter confrontarmi, essere smentito e chiarirmi le idee. Un saluto
Valerio: Cara VALTELLINARTE, Affrontare un confronto sul tema in oggetto, ed intendendo esprimere la mia sentita adesione alla sollecitazione ed allo spirito della vostra iniziativa, mi dà la possibilità di accennare ad alcune considerazioni, attenendomi ad uno scenario anche più ampio, più generale, ma non generico, che al contempo riprendono talune mie riflessioni espresse a suo tempo in un intervento richiestomi dall’arch. Piercarlo Stefanelli.
Per il vostro tramite c’è così la possibilità di sviluppare un ragionamento che, come gettando qualche sasso che allarga i cerchi nell’acqua, tenti di instaurare un dialogo, un confronto appunto, che possa porre la questione dell’arte a Sondrio, e più in generale in Valtellina, su piani, su significati, su livelli diversi.
E’ certamente un bene che esistano a Sondrio diversi spazi espositivi pubblici; sarebbe sicuramente opportuno se le amministrazioni che governano la città fossero animate da un sentimento di apertura all’arte e, di conseguenza, agli artisti; sarebbe importante che gli assessorati preposti si facessero carico di promuovere iniziative artistiche.
Questa apertura è un atteggiamento, un fatto, che non potrebbe non essere letto che in termini positivi. Purtroppo esprimersi al condizionale è d’obbligo.
La città con l’apertura all’arte si arricchisce e nobilita, reinterpreta se stessa, si reinventa con vivacità, riscopre e ripropone il ruolo rivestito per secoli dai mecenati.
La scelta artistica per una città è sempre opportuna; dovrebbe rientrare, insieme ai parametri classici di misurazione della vivibilità di una città: la percentuale di inquinamento, il livello dei depositi bancari, la misurazione del verde per abitante…, fra i canoni distintivi e qualitativi di detta vivibilità.
La scelta artistica potrà rivelarsi nel tempo a volte più felice a volte meno, ma questo non riveste grande importanza. L’importante, a mio modo di intendere, è di esercitare, da parte di chi governa la città, il diritto di proposta avendone la capacità, l’opportunità, il giudizio, la forza. (Questi termini ultimi più sono autentici quando si sottraggono a scelte informate ad altre motivazioni: personalismi, amicizie, favori.) Elaborare, proporre e quindi promuovere situazioni ed esposizioni artistiche che non passino inosservate, sottometterle a verifica critica, possono essere momenti importanti per un individuo come per una collettività; momenti che dovrebbero (al contrario di quanto sta accadendo in tempi di frastuono indifferenziato, di estraniamento in atto e conseguente perdita di identità, di dibattiti urlati propinatici instancabilmente dalla nostra T.V. … e si potrebbe continuare, c’è tutta una sociologia che docet), essere pronubi a processi di crescita e di coscienza.
Concludo sintetizzando in questi termini: mi pare di poter affermare che il livello propositivo pubblico, così come il sostegno all’arte, a Sondrio siano perlomeno carenti; se è pur vero che la città dispone di spazi espositivi, è assente da parte del soggetto pubblico una proposta culturale artistica e infine l’artista, pur in assoluta assenza di mercato, è lasciato completamente solo ad affrontare le spese organizzative, e questo può essere molto limitante.
E infine due domande:
la Commissione che negli scorsi anni sovrintendeva alle mostre negli spazi espositivi pubblici è ancora operativa?
Quali gli statuti che governano gli spazi espositivi pubblici?
Cara VALTELLINARTE nel ringraziarti per l’opportunità offertaci e nel segnalare il mio interesse ad essere informato e a conoscere altre voci relative a questa problematica, ti saluto caramente.
Luca:
Ciao Silvana, effettivamente a Sondrio, grazie anche a te, ci sono molte iniziative e anche sale espositive.
Penso che i problemi generali che possono riguardare vari spazi, siano il costo e la disponibilità di trovare qualc’uno a tenere aperto, poi certo c’é il luogo, forse Sondrio é vista come un luogo chiuso di montagna. Per quanto mi riguarda io farò una mostra a Sondrio alla banca Fideuram a giugno, ti manderò una mail. Debbo ringraziare Milena Testini e la sua amica del negozio. Per me é comodo perché non debbo venire ogni giorno a Sondrio.Comunque se c’é qualcuno che é intenzionato a fare mostre non mancherò certo di rammentargli Sondrio.
Gianluigi:
Buongiorno vorrei tentare di dare la MIA personale interpretazioneal problema in oggetto.
Credo che le sale espositive comunali siano spesso vuore (accade non solo a Sondrio), perchè l’artista che vorrebbe esporre si trova quasi sempre di fronte a un muro di gomma.
Vale a dire che non si riesce a trovare l’interlocutore giusto al quale esporre le proprie richeste,
Se si manda una richiesta al responsadile di settore, ci dice che bisogna parlare con l’assessore competente, l’assessore dice che non è un fatto politico e che di conseguenza non riguarda lui ma il responsabile del servizio che deve dare la disponibilità delle date e così via.
Tanti artisti sarebbero anche disposti a pagare piccole somme ( al limite a donare una propria opera) per poter esporre in una sala di prestigio quali sono spesso le sale comunali, ma la realtà è purtroppo un’altra.
Ci vorrebbe una commissione competente, (credo si dica così) che si riunisca ogni determinato periodo di tempo e che valuti le varie richieste e stabilisca quali artisti abbiano i requisiti per poter esporre ( curriculum, note critiche, fotografie di opere ecc.)
Un saluto a tutti.
Pavel:
Ciao Silvana. Domanda é ardente… Motivi perchè sale sono vuote:
1. Atteggiamento non favorevole dalla parte dei gestori delle sale del Comune e della Provincia, come richiesta pagamento o di un opera per la mostra, credo questo non deve riferirsi ai residenti di Valtellina e ai invitati da parte del assessorato alla cultura.
2. Mancanza personale assistenza delle mostre almeno nella sala Pretorio e della Provincia.
Ai sopramenzionati manca meccanismo e criteri giusti messi nel regolamento delle sale per consegna del spazio espositivo. (Con l’eccezione, forse delle mostre organizzate dal Credito Valtellinese.)
3. Manca in Valtellina un Associazione (non fini di lucro) di amatori e sostenitori dello sviluppo delle Arti per l’eventuale attività promozionale (info e massmedia, meccanismo per ricerca dei sponsor per le attività concreti preventivamente elaborati).
Proposte per le strutture di Sondrio:
1.Offrire possibilità privileggiata per la sala Pretorio o della Provincia ai artisti-possessori di Partita Iva in campo, come professionisti la possibilità esporre anche ogni 2 anni una volta.
2. Proporre ai presidi degli scuole introdurre nei programmi in materia artistica visite ed incontri con autore-espositore.
3. Organizzare concorsi artistici per i giovani fino a 20 o 26 anni.
Cordiali Saluti
Fausto:
…é capitato anche a me, tempo fa, di fare una richiesta, al Comune e alla Provincia, per l’utilizzo di uno spazio espositivo, poi accordatomi.
Sono incappato in una serie di regolamenti piuttosto scoraggianti, con regole e modalità non sempre adeguate alle necessità degli artisti e degli stessi enti.
Penso, in ogni caso, che per formulare proposte o suggerire eventuali modifiche degli attuali regolamenti occorra confrontarsi innanzitutto con i regolamenti alla mano.
Qualche anno fa, nella sala consiliare del comune, si tenne una fantomatica e improbabile riunione di artisti (?); non mi pare che la cosa sortì alcunchè; forse oggi non è cambiato molto nel panorama, ma sicuramente il vostro sito può costituire una base comune per una rinnovata e pacata discussione sullo stato delle arti in Valtellina. Perchè non ritrovarsi e avviare un confronto?
sono disponibile.
Colgo l’occasione per formulare un sincero apprezzamento per il lavoro splendido e unico che la vostra redazione sta compiendo in questi anni.
cordialmente, fausto



