Plevano Roberto
Roberto Plevano è nato a Chiavenna (SO) nel 1948, vive a Buccinasco (MI). E’ direttore artistico della rivista Arte Incontro in Libreria – Le Segrete di Bocca – edita da Libreria Bocca.
Tra le mostre principali citiamo:
Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, 1983 e 1987; Palazzo Pestalozzi di Chiavenna (SO), 1988; Spazio La Pianta di Corsico, 1989; Centro Culturale Cascina Grande di Rozzano, 1991; Palazzo Gallio di Gravedona (CO), 1993; “Il Tempo e le Tracce” mostra concerto con il gruppo jazz di Guido Manusardi a Rozzano, Chiavenna, Madesimo e Buccinasco, 1999 e 2000; “Anatomia del tempo, dello spazio, della materia” e “Donne allo specchio”, con poesie di Elena Petrassi a Milano e Chiavenna, 2001 e 2002 Spazio La Pianta (Corsico), Brambati Arte (Vaprio d’Adda), Banca Popolare di Novara (Milano) 2003.
Molti sono i musicisti jazz di prestigio che hanno collaborato con Roberto Plevano tra cui Guido Manusardi, Gianni Cazzola, Gianluigi Trovesi, Gianni Coscia, Lucio Terzano, Luigi Bonafede.
Particolarmente interessato ai rapporti con la psicologia e la psicoanalisi, di lui si è occupato il Dipartimento di ARTI VISIVE dell’Università di Bologna, all’interno di una ricerca in Psicologia dell’Arte coordinata da Riccardo Scognamiglio e l’Equipe Tecnica dell’Accademia delle Tecniche Conversazionali, diretta dallo psicoanalista Giampaolo Lai.
Roberto Plevano
www.plevano.com
robplevano@yahoo.it
La pittura di Plevano è un magnifico mistero, ardua, difficile, terribilmente suggestiva, astratta e archetipica, ti fa scervellare, ti emoziona. I suoi quadri hanno acceso l’interesse di studiosi e psicologi dell’arte; su di lui sono state scritte varie tesi di laurea. In realtà con Plevano non bisogna dare mai nulla di scontato ne pensare ad alcunchè di finito – più volte il Dipartimento di “Arti visive” dell’Università di Bologna s’è occupato del suo lavoro “pittoripoetico o poettorico”. Oltre a ciò, Plevano può vantare la realizzazione, sul suo conto, di vari video da parte di Rai 3: “Geometrie esistenziali”, “L’immaginario geometrico e l’impossibilità del centro”, “Costa Paradiso o della fluida metamorfosi”. Nel suo curriculum figurano personali nella prestigiosa sede del Museo della Scienza e della Tecnica (e la sua pittura ha qualcosa di scientifico e tecnologico, pur carica d’interiori umanesimi) ed esperimenti di commistione fra pittura e musica, nei quali ha coinvolto un altro grande chiavennasco, il celebre pianista jazz Guido Manusardi.

