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Frepoli Rosa

Rosa Angela Frepoli nasce a Chiavenna ( Sondrio) il 5/01/1942 e qui trascorre la primissima infanzia per poi trasferirsi a Sondrio, dove si è svolta tutta la sua carriera artistica.
Laureatasi in Pedagogia all’Università cattolica di Milano, presenta le sue prime opere al pubblico a partire dal 1963 in occasione di mostre collettive.
Negli anni successivi partecipa a numerose mostre e concorsi, ottenendo lusinghieri riconoscimenti.
Varie le tematiche affrontate, ispirate prevalentemente alla sua terra, la Valtellina, raccontata nella sua ultima produzione con acquarelli che propongono immagini ispirate da una frequentazione amorosa del bosco.
Qui la sua lettura-racconto degli elementi vegetali, soprattutto i più umili, si carica di valori simbolici e ci rivela che in realtà l’artista sta parlandoci della precarietà della condizione umana.

“…E’ una pittura che sembra cogliere i suoi risultati migliori quando si volge al microcosmo della selva dove la Frepoli, foemina silvestris, immerge nell’humus la sua emozione- osservazione. Nell’incontro particolarmente ravvicinato con le strutture dei tessuti vegetali viene esperito il tentativo di dipingere il tempo, ravvisando in quelle strutture l’orologio dell’effimero infiorescente, dello sfarsi marcescente; mattini e sere del ciclo biologico. Queste mappe di natura assumono dunque il ruolo di cronografie.

Con questa rappresentazione del tempo hanno a che fare i fondi bianchi su cui si stagliano sequenze di rametti, di foglie, di funghi. Il loro scontorno perimetra il sentimento del tempo interiore in rapporto con il tempo esterno che si manifesta in natura. Ma questa è l’essenza che nella poesia giapponese viene attribuita all’ ”haiku”, quale luce che si accende nella mente e nel cuore.
La chiara presenza nella pittura della Frepoli di una concezione olistica e di un lirismo orientali stacca le sue opere dagli stilemi che hanno ipostatizzato il filone della natura morta in occidente….

E’ caso mai ritrovabile – in questi acquerelli che sublimano il dettaglio – l’ “inquietudine” di Fernando Pessoa con i suoi “ geroglifici infranti delle stelle” e il Dio che vi abita può caso mai essere quello di Canetti, “ un Dio talmente minuscolo che riesce a infilarsi in ogni creatura”.
( Giovanni Bettini da “ Mappe di natura” catalogo della personale tenuta al Palazzo del Governo –Sala Mostre “ Ligari” -1994 )

Rosa Frepoli
Via Stelvio 3
23100 Sondrio
rosafrp@alice.it
www.rosafrepoli.it

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